L’Ufficio per l’educazione e la scuola della Diocesi di Carpi, in collaborazione con gli istituti superiori presenti nel territorio diocesano, promuove martedì 5 marzo dalle 10.30 alle 12.30 al il Cinema Corso a Carpi un incontro rivolto in particolare agli studenti del triennio dal titolo “Il coraggio di ri-cominciare”.
Per l’iniziativa proporrà la sua testimonianza Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calabresi. L’incontro si è reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
“Al centro della mattinata – spiega Antonia Fantini, direttore dell’Ufficio diocesano per l’educazione e la scuola – saranno posti temi importanti, quali, solo per citarne alcuni, la legalità, la cittadinanza, la costituzione. Temi a cui gli stessi dirigenti scolastici, nel corso dell’incontro svoltosi con il Vescovo monsignor Francesco Cavina nei mesi scorsi, avevano chiesto di dedicare un’iniziativa specifica. Abbiamo così deciso di invitare Gemma Calabresi, che, dopo l’assassinio del marito, si è dedicata all’insegnamento e oggi è impegnata a portare nelle scuole la testimonianza di come sia possibile un cammino di riconciliazione e di speranza”.
Numerose le classi, fra cui alcune anche da Modena, che hanno aderito all’iniziativa dell’Ufficio scuola, tanto che al Cinema Corso si è già registrato il tutto esaurito. “Un ringraziamento particolare – sottolinea Antonia Fantini – va agli insegnanti che hanno guidato gli alunni in un percorso di preparazione a questo incontro, a partire dalla lettura di brani tratti dagli scritti di Gemma Capra Calabresi e del figlio Mario, oggi direttore de La Stampa”.
Luigi Calabresi era vice-responsabile della squadra politica della questura di Milano quando cadde vittima del terrorismo rosso il 17 Maggio 1972 a seguito anche di una campagna d’odio nei sui confronti partita dopo il caso Pinelli, campagna questa che vide il colpevole appoggio di un’importante parte dell’intellighenzia italiana.
Ad oggi il commissario Calabresi, insignito della medaglia d’oro al merito civile, è considerato dalla Chiesa Cattolica “servo di Dio” ed è in corso per lui il processo di beatificazione. Giovanni Paolo II ebbe a definirlo un “testimone del Vangelo e eroico difensore del bene comune”.