Intervenuto telefonicamente alla trasmissione radiofonica Epicentro Sportivo in onda su Radio 5.9, l’ex allenatore del Carpi Gabriele Cioffi ha rilasciato un’intervista fiume commentando l’attuale momento del Carpi e raccontando i retroscena del suo esonero nell’annata della promozione in Serie B.
“Ho un ricordo speciali della mia esperienza a Carpi sia da giocatore che, poi in seguito, da allenatore. Quella biancorossa è una piazza davvero rara da trovare, li si respira il vero profumo del fare calcio. La settimana viene vissuta come una grande famiglia e tutto diventa più semplice. Colgo l’occasione per ringraziare la società perchè, come ho detto anche ad altre testate, non avrei potuto desiderare un finale di carriera migliore”.
Quanto sente sua la promozione in Serie B, che fu propiziata proprio dai risultati della sua gestione nel girone d’andata?
“Sinceramente molto. Credo che il lavoro fatto in quella prima parte di stagione e nella preparazione estiva furono poi decisive nell’arco dell’intera annata. Tornassi indietro qualche scelta ovviamente non la rifarei ma è evidente e agli atti che, specialmente all’inizio del girone di ritorno, mi sono venuti a mancare tre quattro giocatori fondamentali. Pur mantenendo rapporti eccellenti con la società biancorossa, inizialmente avevo difficoltà ad accettare l’esonero, col tempo poi ho capito i perchè ben consapevole che il calcio, in fin dei conti, è questo e la scelta in fin dei conti si è rivelata poi vincente”.
Adesso Gabriele Cioffi cosa fa?
“Cioffi ha capito sulla sua pelle che realtà serie come Carpi non sono poi cosi comuni in Italia. Già nella stagione successiva al mio esordio in panchina in emilia accettai l’offerta del Gavorrano salvo poi pentirmi, ritrovandomi in un contesto molto difficile. Chiusa quella parentesi ho fatto esperienza in Australia e nella stagione passata ho avuto il piacere di un’esperienza in Qatar come allenatore in seconda dell’Al Jazeera. Mi piacerebbe molto tornare ad allenare in Italia e qualche contatto c’è ma la concorrenza è davvero molta e ora mi sto concentrando molto sul progetto “Your Football” che mi vede coinvolto”.
Ma come è nata l’idea di passare immediatamente dal calcio giocato alla panchina a distanza di soli tre mesi? E com’è stato passare dall’essere il leader di un gruppo ad esserne l’allenatore?
“Mah sinceramente non me l’aspettavo nemmeno io ma, avendo sempre pensato che era meglio un giovane allenatore che un vecchio giocatore, e rendendomi conto che le mie capacità di tenuta fisica erano in calo, ci ho messo una notte sola ad accettare la proposta di Cristiano Giuntoli. A dire la verità il passaggio dovuto al cambiamento del ruolo non l’ho poi sentito più di tanto poichè già nelle ultime stagioni avevo in fin dei conti assunto la carica di allenatore in campo, anzi era tutto davvero stimolante”.
Come giudichi finora il mercato del Carpi e cosa pensi debba evitare per avere problemi nel prossimo campionato?
“Sto seguendo con interesse il lavoro del Ds Romairone e posso solo complimentarmi con lui. I giocatori riscattati e arrivati confermano la volontà della società di rimanere ambiziosi e di pensare concretamente di poter lottare per tornare immediatamente in Serie A. L’amarezza per la retrocessione, a maggior ragione, visto com’è maturata deve lasciar ora spazio alla motivazione di esser comunque parte di un progetto molto ambizioso, arricchito dal ritorno al “Cabassi” che per il Carpi è sempre comunque stato un fortino. Castori per me rimane una garanzia di continuità e ciò penso fungerà anche da messaggio a quei giocatori che magari pensano che ormai la piazza possa andargli stretta”.
Infine cosa porti dentro di te di Carpi?
“Beh io ho finito li la mia carriera da giocatore e sempre li ho iniziato la mia nuova vita professionale per cui non posso non averla nel cuore. I tifosi mi hanno sempre dato tantissimo e l’assenza, o quasi, di pressioni ti consente davvero di lavorare al meglio durante la settimana. Penso che Carpi meriti la A e anche la dirigenza lo merita per gli sforzi profusi e anche, e qui mi ripeto, perchè a Carpi si fa veramente calcio.”






07 Lug 2016
Posted by Enrico Bonzanini













