Troppo pochi 45 minuti. Un volenteroso ed ordinato Sassuolo regge un tempo contro la Roma, complice anche una serata non esattamente brillante, almeno durante la prima frazione, dei formidabili cecchini giallorossi, salvo poi letteralmente sciogliersi al sole della rete del pareggio ospite, siglata da Edin Dzeko, vero e proprio mattatore della partita. Il passato capitolino di Di Francesco torna dunque nuovamente a turbare i sonni dell’allenatore abruzzese, autore fin qui di un ruolino di marcia a dir poco insufficiente contro la squadra della sua giovinezza (con il match di ieri fanno 4 sconfitte su 4 in casa, con 1 gol segnato a fronte di 10 subiti), seppur le attenuanti esterne non manchino nemmeno questa volta (prima fra tutte il deficitario ingresso in campo di Lirola, dimostratosi, suo malgrado, decisivo), pur dovendo riconoscere la netta superiorità mostrata dagli avversari, apparsi inarrestabili in certi frangenti, su ogni lato del campo. La classifica dunque, per quanto corta ed indefinibile dopo dieci giornate, rimane ancora piena di dubbi, con i nero verdi agganciati e superati nella serata sia dall’Inter, vittoriosa in casa contro il Torino di Mihajlovic, che dalla Fiorentina, due tra le principali avversarie in vista di un eventuale corsa europea, ancora lontana però, almeno per ora, dalle possibilità della squadra di Di Francesco, in questo momento galleggiante sul filo della mediocrità della sua posizione di centro classifica.
E dire che la serata non era cominciata nemmeno male: dopo un primo pericoloso tentativo di Defrel respinto malamente da Szczesny, su cui Politano non era tuttavia riuscito a battere a rete, e l’immediata risposta giallorossa targata El Shaarawy (destro al volo di poco a lato), erano stati proprio i nero verdi a passare per primi in vantaggio, grazie alla marcatura del capitano per un giorno, Paolo Cannavaro, bravissimo a concludere, con una precisa zuccata alle spalle del portiere giallorosso, una buona azione corale innescata da lui stesso (lesto a strappare il pallone dalle gambe di Dzeko) e rifinita magistralmente da Politano, schierato nell’insolita posizione di trequartista esterno. Di Francesco aveva infatti sorpreso un pò tutti nei sessanta minuti precedenti la sfida, quando il refertista a cui era stata consegnata la formazione titolare, si era accorto dell’ insolita disposizione degli emiliani con un atipico 4-2-3-1, dove Pellegrini e Mazzitelli avrebbero fornito copertura al tridente composto da Adjapong, Defrel e Politano, tutti a supporto dell’unica punta Matri. La rete, forse arrivata troppo presto, ha infatti l’inusuale colpa di “svegliare” la lupa addormentata, la quale, destatasi dal proprio torpore in seguito alla marcatura dell’ex capitano del Napoli (che non segnava da tre anni), incomincia subito a macinare gioco, grazie anche alla formidabile capacità di filtro eseguito a centrocampo dai suoi incontristi, Strootman, De Rossi e Nainngolan, tutti e tre abbondantemente sopra la sufficienza. E’ proprio il giocatore belga, infatti, a suonare la carica per i suoi intorno alla mezz’ora, attraverso un terrificante siluro scoccato con l’interno destro che si stampa sulla parte superiore della traversa e ritorna in campo, tra i sospiri di sollievo generale. La collezione di legni dei laziali si impreziosisce una decina di minuti dopo, quando Dzeko, servito ottimamente da Emerson, colpisce nuovamente il montante da buona posizione, con una girata a due passi dalla porta, la quale non riesce a trovare migliore fortuna grazie anche al provvidenziale intervento di Acerbi che allontana la minaccia. Tremante ma salvo, il Sassuolo si rifugia negli spogliatoi al duplice fischio di Damato, terminando la prima frazione di gioco inaspettatamente un vantaggio, nonostante i giallorossi fossero in netto debito con le fortune della dea bendata.
I LEGITTIMI DUBBI di gran parte degli spettatori riguardo l’eventuale tenuta atletica e psicologica degli emiliani dopo un primo tempo durante il quale sono stati ripetutamente sballottati dalle micidiali folate avversarie, sono infatti confermati intorno all’ora di gioco, quando Salah, uno dei migliori in campo, resiste abilmente ad un evidente trattenuta di Peluso ed innesca Dzeko che, solo di fronte a Consigli, legittima il proprio trono di capocannoniere infilando il portiere lombardo con un preciso rasoterra. Nonostante un risultato momentaneamente prestigioso di fronte alla seconda forza del campionato, il Sassuolo ha però la veniale colpa di staccare nettamente la spina dopo l’aggancio capitolino, incappando in una serie di marchiani errori individuali che compromettono, di fatto, la prestazione. Prima è Defrel a perdere una palla sanguinosa a metacampo innescando il fulmineo Salah, seppur quest’ultimo, nuovamente liberissimo davanti all’estremo difensore nero verde, si veda sventare la propria debole conclusione dal recupero provvidenziale dello stesso attaccante transalpino, rimedio così del proprio errore. La disattenzione sulla quale però svolta decisamente la partita, in ogni caso, viene provocata dalla giovane inesperienza del neo entrato Lirola, che, dopo nemmeno sessanta secondi dal proprio ingresso in campo, stende ingenuamente Dzeko in piena area di rigore, intervento sul quale Damato concede, giustamente, la massima punizione in favore degli avversari, trasformata in modo eccellente dallo stesso attaccante bosniaco, alla decima marcatura in altrettante partite. Shoccato da un vantaggio letteralmente dilapidato con le proprie mani, il Sassuolo non mostra neppure la concentrazione necessaria ad evitare la terza rete capitolina, opera questa volta di Nainngolan, lesto ad intervenire su una corta respinta di Consigli, oppostosi come poteva ad una conclusione di El Shaarawy, di nuovo lanciato in campo aperto. L’ultimo quarto d’ora di un match di fatto chiuso dalla terza rete del belga, viene però funestato dal terribile infortunio occorso ad Alessandro Florenzi, uscito in barella tra le lacrime, la cui diagnosi (rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro) ne impedirà il rientro in campo almeno per i prossimi 4 mesi. Al Sassuolo non basta quindi un primo tempo col coltello tra i denti per aver ragione di una Roma in buono, se non ottimo, stato di forma, la cui superiore tenuta fisica avrebbe avuto, probabilmente, lo stesso ragione degli emiliani, nonostante gli enormi rimpianti derivati dal black out generale seguito al pareggio di Dzeko, come ricordato dallo stesso Di Francesco nel post partita: “Abbiamo disputato un grandissimo primo tempo dal punto di vista dell’intensità e della tecnica. Le due traverse le abbiamo concesse perché comunque hai davanti una grande, come la Roma. Poi abbiamo peccato di ingenuità, del resto c’erano molti giovani ed il valore della Roma è una cosa, poi c’è il nostro che è di un livello ovviamente diverso”.
SASSUOLO – ROMA 1-3 (1-0)
Reggio Emilia (Stadio “Mapei Stadium – Città Del Tricolore”)
Mercoledì 26 ottobre 2016
Reti: 12′ Cannavaro, 57′ e 76′ rigore Dzeko, 78′ Nainngolan
SASSUOLO: Consigli, Gazzola [73′ Lirola], Cannavaro, Acerbi, Peluso, Mazzitelli, Pellegrini, Adjapong [79′ Ricci], Defrel, Politano, Matri [63′ Biondini]- all. Di Francesco
ROMA: Szczesny, Florenzi [85′ Totti], Manolas, Fazio, Emerson, De Rossi, Strootman [70′ Paredes], Salah, Nainngolan, El Shaarawy [79′ Rudiger], Dzeko – all. Spalletti
Arbitro: Damato (ITA)






27 Ott 2016
Posted by Davide Guaitoli 












