CARPI (4-3-3): Colombi s.v.; Sabbione 6 (81′ Comi s.v.), Romagnoli 6,5, Gagliolo 6, Letizia 6; Crimi 6 (62′ Bifulco 6), Mbaye 6,5, Bianco 5,5; Pasciuti 6, Lasagna 6,5, Di Gaudio 7. A disp.: Rausa, Struna, Poli, Lollo, Catellani, De Marchi. All.: Castori 6.
AVELLINO (4-4-2): Radunovic 6,5; Gonzalez 4, Migliorini 4,5, Perrotta 6, Diallo 6; Belloni 5 (46′ Soumarè 5,5), Paghera 6, Omeonga 5, Asmah 6,5 (81′ Donkor s.v.); Mokulu 6, Ardemagni 5,5 (78′ Lasik s.v.). A disp.: Offredi, Crecco, Bidaoui, Verde, Castaldo. All.: Toscano 6.
Arbitro: Marco Mainardi di Bergamo.
Ammoniti: Crimi (C), Perrotta (A), Sabbione (C), Ardemagni (A), Migliorini (A), Gonzalez (A), Radunovic (A), Bianco (C).
Espulsi: 80′ Migliorini (A) per doppia ammonizione.
Recupero: 2′ p.t.; 3′ s.t.
TOP
Di Gaudio (Carpi) 7: gli è mancato solo il gol o l’assist vincente, ma questo è il Di Gaudio che vorremmo vedere sempre. E dispiace non averlo avuto in una partita bloccata come quella di Vercelli. Sembrava Neymar che a sinistra nel Barcellona e nel Brasile fa girare la testa a tutti con le sue serpentine sincopate e i suoi accentramenti improvvisi. Totò fa vedere le stelle per gran parte della partita a Gonzalez e a Migliorini, entrambi ammoniti e il secondo addirittura espulso per doppio giallo per fallo su Bifulco. Almeno tre volte è passato in mezzo a loro come un fantasma. Al 77′ Migliorini lo atterra in area di rigore colpendolo alla gamba destra ma l’arbitro non premia la sua ennesima iniziativa. Importante l’aiuto ricevuto da Bifulco e dal suo “gemello” Letizia. Infatti, la zero incidenza offensiva dell’Avellino gli ha dato carta bianca per pensare solo ad attaccare.
Radunovic (Avellino) 6,5: il migliore dell’Avellino nel bene e nel male. Compie due miracoli al 36′ su Pasciuti (destro rasoterra al volo sul primo palo) e al 66′ a tu per tu su Bifulco (palla sotto le gambe, il tacco devia la sfera beffardamente verso il legno). Attento all’88’ su un tacco volante di Di Gaudio su corner. Totalmente fuori posizione sul gol di Lasagna. L’errore più grave lo commette nel recupero della prima frazione quando, con un eccesso di esibizionismo, stoppa malamente di petto un pallone fuori dall’area ed essa gli va sotto le gambe. Fortunatamente Migliorini era lì per spazzare tempestivamente sul pressing di Lasagna. Ci mette del suo anche quando bisogna perdere tempo, magari già nei primi 45′. Sommerso dai fischi.
Lasagna (Carpi) 6,5: è meno solo in attacco col 4-3-3, ma il lancio lungo è un must. Si muove tanto ma Perrotta e Migliorini lo tengono lontano dalla porta. Al 17′ uno dei suoi diagonali va fuori di poco. Molto sveglio in occasione del pareggio, prima col colpo di testa respinto da Perrotta e poi sull’acrobatica ribattuta in rete sporcata da Migliorini (colpisce di sinistro buttandosi all’indietro). Al 57′, su cross calibrato di Letizia, attacca il centro dell’area colpendo al volo ma sfiora la porta. Regge per tutta la partita. Già in 14 presenze ha segnato 5 gol e ha eguagliato il record personale delle ultime due stagioni.
Mbaye (Carpi) 6,5: di nuovo titolare dopo il figurone di Vercelli e Malick non sbaglia. Si batte a centrocampo, ruba palloni in maniera pulita e spicca in mezzo a Paghera e Omeonga.
Asmah (Avellino) 6,5: ghanese di 20 anni in prestito dall’Atalanta, Asmah è uno dei pochi avellinesi che ha dato qualcosa in più. Sintetizza la partita arroccata e maschia dei Lupi perché ha fatto le due fasi correndo fino all’81’ su tutta la fascia sinistra. Buona prova a parte qualche appoggio sbagliato in impostazione, ma qui il centrocampo ospite ha faticato moltissimo in generale.
Romagnoli (Carpi) 6,5: ci voleva fisico, concentrazione e cattiveria per fermare un tank come Mokulu. Il duello, fatto di contrasti, anticipi e gioco sporco (soprattutto dell’attaccante), finisce in parità come la partita anche perché Simo, su un tiro respinto, “serve” involontariamente ad Ardemagni l’assist da cui nascerà il rigore irpino. L’ex biancorosso ha toccato pochi palloni puliti quando veniva marcato da Gagliolo oppure da Romagnoli, insidioso anche in attacco.
FLOP
Gonzalez (Avellino) 4: Toscano lo mette terzino anche se l’uruguagio è un centrale. Di Gaudio è il peggior esterno che gli poteva capitare. Solitamante è il primo a essere puntato e saltato, ma a volte nemmeno con Migliorini a fianco riesce ad arginare il palermitano. Ammonito, rischia l’espulsione ma se la cava soffrendo.
Migliorini (Avellino) 4,5: l’ex Juve Stabia tornava a giocare dopo otto mesi di stop per rottura del crociato. Mette la testa sul pareggio di Lasagna nel tentativo di spazzare sulla linea. Contro Kevin soffre in parte perché punta sulla fisicità, ma il vero terrore si chiama Di Gaudio. Con Gonzalez non lo prende mai. Vengono saltati come birilli. Al 77′ lo butta giù in area con un contrasto fuori tempo ma Mainardi lo grazia clamorosamente. Tre minuti dopo anche Bifulco gli fa perdere le staffe e, già ammonito, se ne va negli spogliatoi. È stato provvidenziale al 46′ quando ha spazzato disperatamente dopo l’orrendo stop di petto-tunnel di Radunovic sulla trequarti. Un ritorno ai limiti dell’incubo.
Bianco (Carpi) 5,5: leggermente meglio che a Vercelli, anche se in impostazione incappa in alcuni errori nei passaggi a terra o alti. L’azione più bella arriva al 36′ ed è un pallonetto sulla destra che sembrava lungo per Pasciuti, il quale a sua volta aveva crossato in mezzo pericolosamente per Lasagna. In attacco ha sprecato due gol da buona posizione all’11’ con un piattone ciabattato malamente e, poco dopo il gol di Lasagna, su inserimento in area ma si allunga il pallone nel controllo favorendo Radunovic. In entrambi i casi lo aveva servito Di Gaudio. Nel finale partecipa all’arrembaggio e si posiziona stabilmente sulla trequarti. Gli è mancata la mira.
MENZIONE SPECIALE TOP
Sabbione (Carpi) 6: terzino destro bis dopo Vercelli, si comporta bene ma è sfortunato in occasione del rigore perché per poco non cacciava via la palla in scivolata. In parte ha colpa perché Ardemagni sposta in tempo la palla e viene travolto, ma era solissimo sulla sinistra dopo la respinta di Romagnoli su Mokulu. Si riscatta due minuti dopo su punizione studiata in allenamento: cross di Pasciuti da sinistra, spaccata volante di Sabbio sul secondo palo per Lasagna che, dall’altra parte, al secondo tentativo trova l’immediato pareggio. Prende coraggio e nel finale sale un po’ in avanti.
Bifulco (Carpi) 6: entrato al 62′ per l’ammonito Crimi, entra subito nel vivo dell’attacco carpigiano iniziando prima sulla sinistra in appoggio a Di Gaudio e poi passando a sinistra dopo l’ingresso di Comi e il passaggio al 4-4-2. Quattro minuti dopo aver messo piede in campo Totò lo mette davanti a Radunovic, quasi viene beffato da un tiro sotto le gambe sporcato il giusto per trovare il palo invece del fondo della rete. Fa espellere un Migliorini abbastanza tormentato. Intraprendente e volenteroso. Come con De Marchi, Castori sembra che lo stia plasmando a livello di minutaggio come fece con il “primo” Lasagna.
Comi (Carpi) s.v.: Comi is the new Sabbione.
MENZIONE SPECIALE FLOP
Ardemagni (Avellino) 5,5: per come stava incidendo sulla partita sarebbe stato da 5 se non avesse segnato il rigore che si era procurato. Freddo nello spiazzare l’inoperoso Colombi, suo compagno di squadra al Modena, ed esagerato come al solito nell’esultanza. Per come è stato accolto, forse a Carpi è uno degli ex più rinnegati e odiati degli ultimi tempi. Non tanto per gesti di disprezzo verso il club o i tifosi (vedere Mokulu a fine primo tempo), ma per l’Ardemagni sopra le righe fuori dal campo. Pensare che quando arrivò nel gennaio del 2014 era il “colpo da Play-off”. Il suo secondo gol in campionato con l’Avellino ha interrotto due digiuni di gol dei Lupi, ossia 465′ di astinenza fuori dal Partenio (l’ultimo il 17 settembre di Belloni a Verona in una sconfitta per 3-1) e 292′ in assoluto (25 ottobre, rete di Lasik utile per battere la Ternana).
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14 Nov 2016
Posted by Santiago Favilla














