BENEVENTO (4-2-3-1): Cragno 6,5; Venuti 6, Camporese 7, Lucioni 7, Pezzi 6; Chibsah 6, Del Pinto 6,5; Ciciretti 7,5, Falco 8 (83′ Gyamfi s.v.), Cissé 6,5; Ceravolo 7,5 (65′ Eramo s.v., 76′ Lopez s.v.). A disp.: Gori, Bagadur, Melara, Donnarumma, Pajac, Brignola. All.: Baroni 7.
CARPI (4-4-1-1): Belec 6; Struna 5, Romagnoli 5, Sabbione 4,5, Poli 4 (71′ Beretta s.v.); Letizia 5, Crimi 4,5 (46′ Fedato 5,5), Bianco 5 (75′ Mbaye s.v.), Bifulco 4,5; Lollo 5; Lasagna 5. A disp.: Montipò, Petkovic, Lasicki, Mezzoni, Jawo, Forte. All.: Castori 4,5.
Arbitro: Gianluca Aureliano di Bologna.
Ammoniti: Camporese (B), Belec (C), Del Pinto (B), Letizia (C).
Espulsi: nessuno.
Recupero: 0′ p.t.; 3′ s.t.
TOP
Falco (Benevento) 8: partita spettacolare quella del giocatore in prestito dal Bologna. Sempre nel vivo del gioco, corre molto e sforna palloni interessanti, tra cui il lancio lungo per il rigore conquistato da Ceravolo. Impressionante l’intesa con gli altri compagni d’attacco, che giocano a mille e con la bava alla bocca. Al 72′ va a triplicare Fedato e si inventa il 3-0 facendo tutto con il sinistro, beffando Belec da posizione defilata con freddezza sul suo palo. Aveva già timbrato all’andata con un mancino a giro da applausi. Gol numero 4 in campionato.
Ceravolo (Benevento) 7,5: sblocca la partita al 17′ con un rigore all’incrocio che si era procurato dopo essere stato steso da Belec. Fa venire parecchi grattacapi a Romagnoli e Sabbione che se lo perdono totalmente in occasione del 2-0, segnato sotto porta nei secondi finali del primo tempo. Al 65′ esce per fare posto a Eramo e si prende gli applausi del Vigorito. Con questa doppietta è arrivato a 8 gol in campionato.
Ciciretti (Benevento) 7,5: Belec gli nega almeno due gol, ma la prestazione del 23enne scuola Roma è spregiudicata e devastante. Sulla sua fascia destra fa ammattire Poli con dribbling e accelerazioni. Come quando serve l’assist per il 2-0 dopo uno scambio con Venuti e dopo aver saltato secco il 13. Entra anche nel gol del 3-0 perché va a pressare come un ossesso quasi sulla linea di fondo, insieme a Falco e a Eramo, un incerto Fedato. Non per niente il c.t. dell’Italia Ventura lo aveva convocato a novembre per uno stage. In estate il Benevento dovrebbe aspettarsi alcune offerte. Per movenze e fisico, ricorda un po’ il migliore Antonio Cassano.
Lucioni e Camporese (Benevento) 7: Lasagna non tocca nessun pallone pericoloso e il merito è anche della coppia centrale che segue ogni lancio lungo e lo addomestica senza problemi.
Baroni (all. Benevento) 7: tutte le sue squadre, dal Lanciano al Pescara fino a questo sorprendente Benevento, giocavano e giocano all’attacco. A volte in difesa lasciavano desiderare, ma la vocazione offensiva è innata. In casa la sua creatura, ereditata in estate da Autieri, non perde da 41 partite di campionato e impone severamente la sua legge. Potrà scalare ancora di più la classifica se in trasferta ci sarà più continuità. Però, in questo momento, non gli si può chiedere di più.
Cragno (Benevento) 6,5: evita il 2-1 con una parata fondamentale coi piedi su Struna. Poco dopo tira un grande sospiro di sollievo quando Bifulco lo grazia da due passi.
Del Pinto e Cissé (Benevento) 6,5: il primo ruba tanti palloni a centrocampo e si fa trovare pronto per smistare il gioco. L’ala senegalese si illumina nella ripresa quando a sinistra trova più spazi, sfiorando altri due gol con un tiro da fuori e una mischia dove commette fallo su Belec.
Belec (Carpi) 6: è difficile segnalare una figura positiva nel Carpi visto al Vigorito. Belec evita una goleada ancora più pesante con quattro interventi importanti equamente divisi tra Ciciretti e Cissé. La difesa, troppo alta sull’1-0 (lo sloveno commette fallo su Ceravolo che aveva cercato un pallonetto) e disordinata sul 2-0, non gli dà una mano. Il 3-0 di Falco è sul suo palo, ma a quel punto i giochi erano fatti e bisogna dare merito alla freddezza del numero 20 di casa.
FLOP
Il Carpi 4: Poli terzino sinistro e martoriato da Ciciretti. Romagnoli e Sabbione morbidi e disallineati contro Ceravolo o in alcuni contropiedi. Bianco e Crimi imprecisi nei passaggi e soffocati dal pressing di Chibsah e Del Pinto. Lasagna, condannato ai lanci lunghi per i centrali avversari che lo anticipano sempre, deve essersi chiesto almeno una volta “come giocherà l’Udinese?” quando potrà contare con lui. Le uniche occasioni arrivano al 61′ e al 66′: Bianco crossa da sinistra, Struna in spaccata sul secondo palo trova i piedi di Cragno; poi Fedato crossa di nuovo dalla sinistra e Bifulco, dimenticato da Pezzi, manda di destro clamorosamente sul fondo con Cragno immobile. In una partita caratterizzata dal nulla, non riescono a segnare il possibile 2-1 che avrebbe dato una speranza. Buoni gli ingressi di Fedato (un tiro in porta da fuori, un assist d’oro per Bifulco e una grossa ingenuità sul 3-0) e di Beretta (un diagonale in contropiede fuori di due metri). Due giocatori che, a differenza dei loro recenti ed illustri predecessori, meritano di partire titolari insieme a Lasagna. Castori, che ha perso già nell’atteggiamento come gli era successo a Cesena o a Bari, deve cominciare da loro per cambiare modulo, schieramento, spirito e testa.
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29 Gen 2017
Posted by Santiago Favilla 














