Dopo l’esordio da professionista contro il Perugia, l’attaccante del Carpi Cristian Carletti si è presentato alla stampa in una conferenza allo Stadio Cabassi. Arrivato a gennaio direttamente dalla Serie D e contrattato fino al 2020, il ventenne ex Pergolettese si è fatto conoscere raccontando le sue sensazioni dopo tre mesi in Serie B e in biancorosso.
Cosa pensi del tuo tanto atteso esordio con il Carpi?
“L’esordio tra i professionisti è stato indimenticabile, finalmente era arrivato il mio momento. Si poteva fare meglio, ma come prima volta non mi lamento. Il mister prima della ripresa mi disse di scaldarmi e speravo di entrare“.
Ci parli un po’ della trattativa che ti ha portato qui?
“La chiamata del Carpi mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. La trattativa è andata per il verso giusto da subito. Il direttore Romairone mi disse che qui mi sarei ambientato bene, poi il resto sarebbe venuto da sé“.
La tua carriera ricorda quella di Lasagna, ma è molto più strana.
“Ho fatto le Giovanili nella Cremonese fino alla Berretti. Ho fatto due ritiri con la Prima Squadra, poi non sono passato al Venezia per fare esperienza in Serie D. Un anno dopo mi proposero di andare in Eccellenza, quindi ho lasciato perché mi sentivo preso in giro. Sono andato a lavorare in un’azienda di noleggio e poi con mio padre che ha una sua azienda di trasporti. Così intanto ho iniziato a giocare con degli amici in Terza Categoria con l’Ariete. Sono stato capocannoniere e mi prese in Serie D la Pergolettese dove ho giocato fino a gennaio“.
Che tipo di attaccante sei? A chi ti ispiri?
“Mi piace fare battaglia e attaccare la profondità. Credo di essere nel club giusto perché punta sulle mie caratteristiche. Qui devo imparare da tutti, ma mi piace molto Belotti“.
Come valuti il pareggio contro il Perugia?
“Il pari ci sta un po’ stretto, ma i Play-off sono comunque vicini e ad Ascoli dobbiamo continuare a rincorrerli“.
Sapevi del tuo soprannome Il Toro?
“No. Non saprei dare una spiegazione… Forse è per il modo di giocare“.
Come Lasagna, sei stato accolto molto bene dalla tifoseria.
“Sì, essere accolto così fa solo piacere. Spero di ripagare l’affetto con sacrificio e impegno“.
Come ti trovi con Romagnoli, un altro cremonese d.o.c.?
“Lui abita in città, io in un paese. Non lo conoscevo di persona ma c’è stata subito affinità. A volte pure io vado a vedere la Cremonese in Curva“.
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28 Mar 2017
Posted by Santiago Favilla















