Dopo tante delusioni e sfortune assortite, il Sassuolo si gode, forse un pò troppo tardi, una giornata di gala da grande squadra, bloccando sul pareggio casalingo l’agguerritissimo Napoli di Maurizio Sarri, il quale perde così la ghiotta opportunità di superare, almeno momentaneamente, sul rettilineo finale l’ultima Roma di Luciano Spalletti, impegnata domani a Pescara. Nonostante le parole del proprio allenatore a fine partita, tuttavia, i partenopei non hanno grandi cause esterne a cui appellarsi circa il terzo e il quarto punto persi in stagione contro un Sassuolo mai domo, capace di un prodigioso sorpasso nella fase centrale del match, e raggiunto solamente grazie alla quinta prodezza (la prima al ritorno dall’infortunio) di Arkadiusz Milik, gettato nella mischia degli ultimi minuti per agguantare, quanto meno il pari. Di Francesco gongola quindi in conferenza stampa, consapevole di aver lasciato una nuova, forse l’ultima, importantissima istantanea nell’album dei ricordi emiliano, consegnando al pubblico del Mapei Stadium, accorso numeroso per l’occasione da entrambe le parti, un nuovo pomeriggio di grande calcio, così come non se ne vedevano da tempo a Reggio Emilia, tramite una partita frizzante, ma sempre corretta, temeraria ma educata allo stesso tempo, di fatto un manifesto dell’esperienza fin qui maturata dal tecnico abruzzese con i colori nero verdi.
LA CLASSICA FASE DI STUDIO dura tuttavia almeno venti minuti di troppo, dato che, di fatto, le due squadre passano larga parte del tempo nella zona di metà campo, senza sbilanciarsi troppo, nel corso del primo quarto d’ora. Avranno modo di rifarsi durante la ripresa. Il primo sussulto, infatti, non proviene da parte di una conclusione particolarmente pericolosa o di una giocata di fino passata dai piedi di uno dei tanti campioni di un campo, ma solamente per un (mancato) fischio arbitrale in occasione di una percussione di Mertens a centro area, fermato con le cattive da Dell’Orco. Una più accurata analisi confermerà in seguito la bontà delle proteste partenopee, certificando la necessità della massima punizione in area nero verde. Deve però passare almeno un altra buona decina di minuti per poter ammirare la prima giocata della gara, a opera sempre dell’esterno belga che serve con il contagiri un pallone splendido per Callejon a centro area, ma il tentativo del numero 7 muove solamente la rete sulla parte esterna della porta difesa da Consigli. E’ il segnale dell’apertura delle ostilità: dopo un nuovo tentativo napoletano portante stavolta firma di Insigne, tocca al Sassuolo farsi vedere in avanti con il proprio giocatore più rappresentativo, quel Domenico Berardi che, ricevuta palla da Defrel, manda a lato di un nulla con il piatto sinistro. Bastano quindi poche accelerazioni perchè il match si trasformi da soporifero a pienamente godibile, secondo uno schema che si ripercuoterà per tutto il secondo tempo, quando, a inizio ripresa, Di Francesco sconvolge banco tramite due sostituzioni a conti fatti azzeccatissime per imbrigliare la manovra ospite e cercare, perchè no, il colpo grosso in contropiede.
DI FRANCESCO FA DUNQUE DI NECESSITA’ VIRTU’ a inizio della seconda frazione, quando innesta, un pò a sorpresa, sia Mazzitelli che Matri al posto dei convalescenti Pellegrini e Defrel, comunque autori, fino a quel momento, di una buona prova. E’ sempre, però il Napoli a farsi vedere con una certa qual continuità dalle parti di Consigli, alzando progressivamente il numero di giri nel proprio fortissimo motore a tre cavalli, che, a cinque minuti dall’inizio, finalmente sblocca l’inerzia della gara con Dries Mertens , servito magistralmente da Callejon a centro area con un pallone solamente da spingere in rete di testa, certificando in questo modo il ventiduesimo centro personale in campionato (massimo in carriera per il centravanti belga). Che per il Sassuolo, tuttavia, sia una partita diversa da quelle disputate nel corso dell’ultimo mese, lo si avverte fin dai minuti successivi al vantaggio azzurro, quando Acerbi e compagni sono bravissimi soprattutto nel non lasciare il centro della manovra agli abili palleggiatori partenopei, proseguendo con la propria educata ed efficace opera di pressing in disimpegno, la cui bontà viene premiata giusto cinque giri di lancette dopo la marcatura del numero 14, quando Hamsik, non riuscendo a liberarsi adeguatamente del pallone data la suddetta pressione emiliana, prende la sciagurata decisione di servire il proprio portiere con un pericolosissimo retropassaggio di testa, il quale è però intercettato dal micidiale Domenico Berardi, che salta velocemente Reina prima di spedire il pallone in rete sotto la propria curva. Shockato per il decisivo errore compiuto da uno dei propri giocatori più rappresentativi, il Napoli decide intorno all’ora di gioco di innestare la quarta, schiacciando sistematicamente il Sassuolo nella propria metà campo, specie con il decisivo ingresso, operato da Sarri dieci minuti dopo il pareggio, di inserire Zielinski per Allan, riconvertendo il centrocampo ospite in una veste assai più offensiva grazie ai tagli e gli inserimenti di cui il polacco si rende subito protagonista: l’ex giocatore di Empoli e Udinese, infatti, incide profondamente sull’inerzia dello scontro, prima calciando di poco alto da fuori area su suggerimento di Insigne messo in movimento da un suo stesso lancio al bacio, quindi si procura una velenosissima punizione al limite, quasi capitalizzata da Mertens in un nuovo vantaggio ospite, dato il falso nueve avversario centra la parte inferiore della traversa con una realizzazione ai limiti della perfezione, la quale fa, tuttavia, solamente tirare un grosso boato di ammirazione lungo tutto il Mapei Stadium, senza ulteriori conseguenze sul punteggio. Un nuovo pericolo, testimone dell’ enorme pericolosità offensiva partenopea, giunge poi cinque minuti dopo sui piedi di Insigne, fino ad allora tenuto perfettamente a bada da una coraggiosa prova di Lirola, nonostante il piccolo numero attaccante di Frattamaggiore, fresco di rinnovo, sia capace di accendersi in qualsiasi momento, come dimostra perfettamente al minuto 75, centrando con una magnifica parabola un nuovo legno della porta di Consigli. Scosso, ma non abbattuto, dalle continue folate campane, il Sassuolo dimostra però di non essere ancora pronto a capitolare, permettendo a Di Francesco in panchina di operare i dovuti accorgimenti, non per forza in ambito difensivo, dato che il tecnico nero verde dà prova ancora una volta di grande coraggio con l’inserimento di Ricci al posto d Berardi, piuttosto che di un più accorto Adjapong, mandando in questo modo un forte messaggio ai propri giocatori in campo, subito perfettamente recepito da Matri e compagni. Su punizione battuta pochi minuti dopo dalla trequarti destra, infatti, il pallone si sistema giusto giusto a Cannavaro per la conclusione volante che, per poco, non sorprende Reina, il quale non può tuttavia impedire che la sfera arrivi a Ragusa, bravo a girarla a centro are, dove giunge in perfetto inserimento il piazzato di Luca Mazzitelli che timbra il sorpasso con il proprio primo centro in carriera in maglia emiliana, oltre che,naturalmente, nel massimo campionato italiano di calcio. Le speranze dei padroni di casa di strappare il punteggio pieno durano però troppo poco anche solo per poter pensare un ultimo sbarramento difensivo, dal momento che, nemmeno 200 secondi dopo la rete del vantaggio, il Napoli pareggia con la più classica delle mischie da corner, sulla quale, dopo la spizzata decisiva di Albiol, interviene, un pò a sorpresa, proprio il neo entrato Arkadiusz Milik, nuovamente in rete con la casacca azzurra a quasi sette mesi dall’ultima marcatura con la maglia del Napoli, prima che il terribile infortunio patito in nazionale l’8 ottobre, lo tenesse lontano dai campi per più di un intero girone di campionato. Purtroppo per il Sassuolo, il pareggio ospite giunge con, all’orizzonte, la classica “zona Cesarini” che tanto male ha fatto agli emiliani nel corso della stagione (Sampdoria, Lazio e Rapid Vienna su tutte). Questa volta, i nero verdi, un pò per fortuna, un pò per caparbietà, non crollano sotto i colpi avversari nell’assalto finale all’arma bianca, svolto comunque non senza qualche brivido di troppo, specie al secondo dei tre minuti di recupero, quando un pasticcio difensivo, con sfera che supera Consigli in avventurosa uscita al limite dell’area, rischia di premiare nuovamente Mertens, il quale paga tuttavia alla sorte quei dieci centimetri decisivi forse, per spingere il pallone in rete del nuovo vantaggio azzurro.
SASSUOLO NAPOLI 2-2 (0-0)
Reggio Emilia (Stadio “Mapei Stadium – Città del Tricolore”)
Domenica 23 aprile 2017
Reti: 52′ Mertens, 59′ Berardi, 80′ Mazzitelli, 84′ Milik
SASSUOLO: Consigli, Lirola, Acerbi, Cannavaro, Dell’Orco, Duncan, Sensi, Pellegrini [46′ Mazzitelli], Berardi [79′ Ricci], Defrel [46′ Matri], Ragusa. all-Di Francesco
NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Strinic [85′ Ghoulam], Jorginho [81′ Milik], Allan [70′ Zielinski], Hamsik, Callejon, Mertens, Insigne
Arbitro: Damato (ITA)






24 Apr 2017
Posted by Davide Guaitoli













