Alessandro Gentile riparte da zero , un pò perchè ha dovuto rinunciare al carismatico 5, che fu di papà Nando, ma con questa canotta anche di un certo Sasha che qui “qualcuno” ricorda ancora (per cui maglia ritirata).
Come lui stesso ha ammesso nella presentazione alla Porelli (stamane ore 12), non è un caso la scelta dell 0.
“E’ inutile negare che vengo da un anno complicato e, come sempre succede in questi casi, la colpa è quasi esclusivamente mia, poi ci sono stati altri problemi su cui è meglio non soffermarsi, pertanto sono qui per ripartire da zero 0 ” . Certamente essere giubilati da Milano non sarà un vanto ma è talmente comune a decine di giocatori degli ultimi anni che passa quasi in secondo piano.
Un bel bagno di umiltà e un biglietto da visita che scalda il cuore del popolo della Vnera, ben oltre i 37° di una Bologna tipo bagno turco, detto da uno che, pure ha già vinto ciò che tanti campioni sognano in tutta una carriera. Lui due scudetti , di cui uno da capitano, una coppa Italia e altri trofei di secondo piano li ha già messi nella bacheca : più del padre e del fratello per dire.
Ecco appunto Stefano, il fratello maggiore a cui è tanto legato, il maggior artefice del suo arrivo a Bologna. Quando ne parla s’illuminano gli occhi ” abbiamo giocato solo in nazionale per un breve periodo insieme. Non si può descrivere cosa significhi condividere, con un fratello, la vita dello spogliatoio, gioie e dolori del campo”
Per un giovane ragazzo di appena 24 anni, il miglior talento dell’ultima generazione è un ottimo inzio, tanto da meritare alcuni applausi ” a scena aperta ” come certi attori alla fine di un monologo.
Dopo che il presidentissimo Bucci ha invitato tutti ad avere, all’inizio, pazienza, se i risultati non verranno secondo quanto i tifosi sognanti già si aspettano, e tributato un nuovo omaggio a Sbezzi , ormai agente monomandatario per la Vnera, Alessandro Gentile si è concesso alle domande dei cronisti.
L’unico che lo ha messo in vera difficoltà, il più giovane della compagnia, che, con molto candore, gli ha chiesto se preferisse difendere o attaccare. “Tutti i giocatori”, ha risposto, “preferiscono attaccare, si divertono di più”, “però un giocatore deve abituarsi anche a difendere” . Non credo che, fosse stato presente Ramagli, non avesse avuto qualche pensiero…….
La domanda meno scontata ha riguardato un oggetto strano in un angolo della Porelli.
“E’ una macchina spara – palloni che ho scoperto in America, mi aiuta ad allenarmi, con questa posso farlo in qualsiasi ora del giorno e della notte, sopratutto quando ho bisogno d’isolarmi, anche dagli allenatori”….evviva la sincerità”
Poi il bagno di folla, centinaia di selfie, le sciarpe, i sorrisi per tutti e con tutti : “sono carichissimo, non vedo l’ora d’iniziare”, a quanto sembra anche i virtussini non vedono l’ora di vederlo all’opera.
Lucio Bertoncelli







20 Lug 2017
Posted by Lucio Bertoncelli 












