Virtus Segafredo Bologna 88 – Betaland Capo d’Orlando 52 1° quarto 27 -15 ; 2° quarto 48 – 30 ; 3° quarto 66 – 34 arbitri Mazzoni, Sardella, Borgioni
Virtus Segafredo Bologna – Gentile 17, Umeh 12, Pajola 5, Ndoja 6, Rosselli 6, Lafayette 3, Aradori 18, Berti n.e., Lawson 13, Slaughter 8 all.re Ramagli
Betaland CdO – Alibegovic 9, Ihring 5, Atsur 12, Inglis 9, Kulboka 3, Laganà 0, Delas 0, Edwards 5, Zanatta 0, Wojciechowski 7, Stella 0, Ikovlev 2 – all.re Di Carlo
La valutazione finale va dal + 37 di Aradori e Gentile al – 30 di Inglis.
La Virtus scaccia qualche fantasmino del precampionato e di Trento (la mancanza di energia dell’ultimo quarto), con una prova convincente e sopratutto concentrata. I ragazzi di Ramagli sono partiti col piede sull’acceleratore e non l’hanno mai tolto. Come ha ammesso lo stesso coach siciliano Di Carlo in conferenza stampa, la Virtus ha fatto valere la propria fisicità sopratutto sotto canestro. Alla fine la Virtus trova 44 punti in area contro i 18 di CdO, la differenza è molto qui, perchè le percentuali di tiro non sono molto diverse tra le due squadre. Ma la Virtus ha sui suoi esterni una supremazia fisica difficile da contrastare e, quando si trovano in una situazione di mismatch con giocatori più piccoli, vanno a giocare vicino a canestro creando grattacapi a tutti. Infatti anche stasera, come a Trento, il coach avversario ha provato una zona e l’ha tenuta per parecchi minuti. La Virtus però aveva ripassato la lezione durante la settimana e, questa volta, l’arma della zona è stata disattivata (vedere la foto di un attacco alla zona di CdO).
La Virtus quindi, dopo oltre 450 giorni, riconquista 2 punti in A1, gli ultimi furono nella sfida con Torino alla penultima di ritorno dell’ultimo campionato di A1, fu una vittoria inutile, perchè la sconfitta di Reggio Emilia spedì la Virtus all’inferno. Oggi invece, in una Paladozza pavesato a festa, con le stupende coreografie della curca Calori, gli uomini di Ramagli, condotti per mano da Alessandro Gentile (ha messo i primi 10 punti della Virtus), con la grande collaborazione di Lawson (3 su 3 da 3 nel primo quarto) e Aradori (una presenza costante al tiro, a rimbalzo, in difesa) hanno spaccato la partita nel 1° quarto e non sono più stati raggiunti. La squadra ha mostrato chiarissimi segni di miglioramento dei meccanismi legati alla conoscenza tra i giocatori, sia in attacco che in difesa. Quando Ramagli ha dovuto avvicendare Lafayette, ha presentato Alessandro Paiola, un diciassettenne che è entrato in campo con la personalità di un veterano. Palle recuperate, rimbalzi in attacco e in difesa, falli subiti, ancora non ha il coraggio, vicino a tanti grandi tiratori, di prendersi il tiro ma, se continuerà a stare in campo, arriverà anche quello.






08 Ott 2017
Posted by Lucio Bertoncelli 













