Samuel Onwuelo, 20 enne opposto senegalese, naturalizzato italiano, è intervenuto lunedì sera ad “Ace 5.9”, programma radiofonico sulla pallavolo in onda su Webradio 5.9, parlando a ruota libera della sua attuale carriera pallavolistica, malgrado sia agli albori, già costellata da straordinari successi.
- Samuel, quest’anno militi nella Conad volley Reggio Emilia, squadra forte e compatta, che ha un progetto importante. Arrivi da un’esperienza elettrizzante a Modena, come ti trovi a Reggio?
” Quando sono arrivato a Reggio mi sono trovato immediatamente a mio agio: un ambiente sano e coinvolgente che ti permette di esprimerti al meglio senza troppe pressioni. Siamo un gruppo coeso, abbiamo molte affinità anche fuori dal campo e questo non fa altro che renderci ancora più uniti”.
2) La partenza in campionato sicuramente non è stata delle migliori: due passi falsi, con Aversa in casa e a Grottazzolina (FM). Poi avete invertito il trend dinanzi Santa Croce, in una gara che ti ha visto protagonista assoluto, nella quale hai totalizzato ben 25 punti, il tuo bottino maggiore sino ad ora…
“ Sì abbiamo iniziato non bene, poi ci siamo risollevati proprio con Santa Croce. Come hai detto tu, è il match nel quale ho fatto attualmente più centri, tra l’altro per me è stata una sfida speciale perchè c’erano dall’altra parte alcuni ragazzi che conosco dalle giovanili. Detto ciò, dobbiamo continuare a lottare a più non posso per migliorare sempre di più e raggiungere nuovi traguardi in un campionato pieno di insidie, dove ogni squadra non è assolutamente da sottovalutare”.
3) Sei molto giovane e probabilmente avrai un futuro radioso, tuttavia hai fatto parte del mitico dream team che disputò una stagione da incorniciare, quella 2015/2016, alzando al cielo tre trofei (Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa italiana) e riportando di fatto il tricolore sotto la Ghirlandina dopo 14 anni. Quali sono state le tue sensazioni e soprattutto quanto è contato poterti confrontare con campioni del calibro di Earvin Ngapeth, Bruno de Rezende, Lukas Saatkamp…?
“Sono cresciuto nelle giovanili di Modena volley e per qualsiasi ragazzo che ama e pratica questo sport sarebbe un sogno poter esordire in una squadra così blasonata. Per quanto mi riguarda, è stata un’esperienza esaltante e allo stesso tempo costruttiva, poiché avere la possibilità di allenarmi quotidianamente a loro fianco, ricevendo talvolta preziosi suggerimenti, mi ha aiutato a crescere molto sotto il profilo tecnico, e soprattutto mentale; dato che fare la differenza a livelli così alti non è da tutti e oltre al talento entrano in gioco anche altri fattori, forse addirittura più importanti. Quella del triplete è stata ovviamente una stagione straordinaria, che custodisco gelosamente nel mio cuore”.
4) Oltre ad essere un talentuoso pallavolista sei anche uno studente universitario. Non tutti gli atleti ambiscono portare avanti, in concomitanza alla propria carriera agonistica, un’altra invece di natura scolastica. Quali sono i motivi di questa scelta e come riesci a conciliare al meglio entrambi gli impegni?
“Ho deciso di proseguire i miei studi perché ritengo sia imprescindibile oggigiorno essere preparati al meglio al mondo del lavoro e, nonostante giochi tutt’ora a pallavolo, ho intenzione di raggiungere nuovi traguardi, anche di diverso tipo. Ho scelto come facoltà ingegneria all’UniMoRe e non è per niente semplice rimanere al passo in quanto la mia attività occupa uno spazio consistente durante tutta la settimana. Ringrazio i miei compagni di corso che mi aiutano sempre, fornendomi prontamente appunti e nozioni affinché possa proseguire al meglio il mio percorso universitario; ringrazio i docenti che mi vengono sempre in contro quando ho dubbi o perplessità e ringrazio ovviamente la società volley Tricolore Reggio Emilia per tutto”.






02 Nov 2017
Posted by Simone Cappelli 












