nella foto : la Virtus tornerà in campo sabato 2 marzo al Paladozza con Venezia, ma nessuno in questi 15 giorni resterà a guardare.
Cremona vince la Coppa Italia e, secondo i luoghi comuni e l’aria fritta di cui si nutrono la maggior parte di quelli che parlano e scrivono di basket oggi, è una sorpresa. Vorrei sapere perchè ? Cremona è terza in classifica in campionato, la Virtus, a cui la Vanoli dovrebbe offrire almeno una cena, ha compiuto la vera impresa di queste final eight avendole fatto fuori Milano che sarebbe stato un ostacolo credo insormontabile.
Pertanto la vittoria di Cremona che sorpresa è ? La squadra di Sacchetti, in classifica LBA con 24 punti dietro a Milano 30 punti e Venezia con 26, per conquistare il trofeo ha battuto nell’ordine Varese (6° in campionato), la Virtus (7°) e in finale Brindisi (5°), pertanto tutto secondo logica : una volta spazzata via l’Olimpia il cammino verso la Coppa è stato in discesa : Varese non ha opposto molta resistenza, solo la squadra di Sacripanti, seppure per pochi minuti, ha costretto quella di Sacchetti ad inseguire e quello è stato il momento più difficile per Diener e compagni. A quel punto una scarica, che Meo nell’intervista a Rai sport avrebbe definito di adrenalina pura, ha permesso un parziale di 19-0 in 4′ in cui la Vanoli ha fatto di tutto, dalle bombe ai tap in con schiacciata, ai recuperi miracolosi, in campo c’era una sola squadra che ha steso le Vnere.
In questi casi le cifre dicono molto più di tanti discorsi. Cremona in campionato tira da 3 punti col 34 % nelle vinte e col 30 % nelle perse, quindi non una grande differenza, contro Bologna ha tirato col 41,4 % all’andata al Paladozza, col 36 % al PalaRadi al ritorno ma in semifinale ha realizzato dall’arco il 48 % dei tiri tentati. Trevis Diener, l’eroe di serata, in campionato procede con cifre modeste, ha una media di 8 punti partita e il 34.9 % da 3, in semifinale 26 punti in in 28′ col 66,7 % da 3. Onore a lui che, a 37 anni, ha giocato probabilmente la partita della vita, complimenti al coach che lo ha fermamente rivoluto 2 anni fa, lo ha aspettato, lo ha fatto giocare e sabato è stato ripagato con una prestazione mostruosa, che probabilmente gli ha regalato la Coppa.
E’ ovvio quindi che, siccome non si può pensare che Cremona abbia un conto in sospeso con la Virtus, bisogna riconoscere che una buona responsabilità, in una prestazione simile, ci sia da parte della Virtus. Che Cremona sia, quest’anno, un’ottima squadra è assolutamente innegabile ma in campionato ha un record di 12 vinte e sette perse. Ha vinto e perso ovunque, è stata sconfitta di un solo punto al Forum, poi da Venezia, 2 volte da Cantù, da Trento, Brescia e Varese in casa. Per capire come si batte Cremona bisogna prima capirne il gioco.
Sacchetti intanto sceglie giocatori sempre per le loro doti balistiche, gli stranieri debbono essere sempre grandi tiratori, poi i centri che debbono essere fisicamente imponenti ma, al contempo, mobilissimi : l’esempio classico è Laval che a Sassari è stato determinante per arrivare allo scudetto. Il suo gioco d’attacco è come un immenso ventilatore in cui i giocatori si debbono muovere di continuo con due scopi principali : pescare un esterno sul lato debole della palla per una tripla aperta o servire il centro in movimento per sfruttarne la velocità. Non vedrete mai nei giochi d’attacco il pivot in post basso fare a sportellate col difensore, Meo li vuole sempre in movimento circolare. Se debbo dire che questo sia un basket che mi piace e per cui pagherei un biglietto mentirei spudoratamente ma, ovviamente, questo è un giudizio personalissimo, quello che conta è che sia un basket redditizio e porti vittorie ad una Società modello-famiglia e a una tifoseria tra le più corrette d’Italia.
Difendere contro la Vanoli è difficile perchè è l’unica squadra italiana che gioca in questo modo, pertanto si tratta di snaturare i propri meccanismi abituati ai pick and roll centrali o laterali e sopratutto giocare con grande applicazione senza distrarsi. Nelle partite perse Cremona è stata battuta quando non le è stato concesso di tirare di più dell’avversario, pertanto è indispensabile controllare il ritmo, il contropiede solo quando è inevitabile, in pratica non concedere ai bianco blu tiri facili contro una difesa non completamente schierata.
In 3 gare di quest’anno la Virtus non è mai riuscita a farlo però, siccome si dice che sbagliando s’impara, non è detto che ai play off, trovasse la Vanoli, non possa riuscirci.
Adesso infatti per Sacchetti e i suoi commincia il difficile, è vero che Cremona è una piazza che non ti mette pressione e non ti costringe ad alzare l’asticella, ma è inevitabile che, dal 2 marzo, nessuno potrà pensare, affrontando la Vanoli, di giocare una partita “normale” : per batterli devi preparare la partita nei minimi particolari e pensare di andare incontro a una battaglia,quindi la vittoria Cremonese è un bene per tutti, alla tavola apparecchiata per lo scudetto va aggiunto un altro posto e si dovrà tenerne conto.






19 Feb 2019
Posted by Lucio Bertoncelli 












